corsia ospedaleOgni anno più di 4 milioni di pazienti in Europa prende un'infezione in ospedale. Uno dei tanti casi è quello riportato in questo articolo di Lettera43. Approssimativamente si contano, per tale motivo, circa 16 milioni di giornate di degenza ospedaliera aggiuntive ad un costo stimato di 7 miliardi di euro l'anno. Anche per questo Pure Health è un alleato prezioso per gli allestimenti nell'ambito sanitario.
 
Allarme per un batterio killer in Sardegna. Al centro del caso l'ospedale di Isili, un comune di circa tremila persone a circa 70 km da Cagliari.
Tre malati terminali sono morti mentre i medici cercavano di curarli anche da quella colite, quel batterio killer che potrebbe aver consumato nel giro di poche settimane le loro speranze di sopravvivenza.
 
Indagine in corso. I paziienti hanno perso la vita dopo aver contratto la colite pseudo membranosa da 'Clostridium difficile', un batterio che attacca l'intestino provocando debilitazione con febbre e dissenteria.
«Il loro quadro clinico era disperato», hanno spiegato il direttore sanitario della Asl 8 di Cagliari Ugo Storelli e quello dell'ospedale Ferdinando Angelatoni, «persone con patologie gravissime, altamente deperite già prima del ricovero». per qusto motivo i due dirigenti hanno assicurato: Da «non c'è alcun rapporto diretto tra i decessi e l'infezione».
 
Intanto però l'azienda ha chiuso il 27 giugno scorso per due giorni il reparto di Medicina per un intervento di sanificazione, avviando controlli e profilassi che vedono coinvolte almeno un centinaio di persone tra medici, infermieri, pazienti e visitatori.
Avviati i protocolli. L'Asl ha avviato subito i protocolli previsti in queste occasioni al fine di impedire ulteriori contagi. Contemporaneamente i pazienti con il batterio conclamato sono stati messi in isolamento e sono state avviate le cure antibiotiche, purtroppo i tre anziani sono deceduti.
 
Il primo a collegare i decessi al batterio killer era stato il direttore del Servizio igiene e sanità pubblica della Asl 8, Giorgio Carlo Steri, rispondendo a una richiesta di chiarimenti da parte del sindaco di Isili, Orlando Carcangiu, nella quale si precisava che tre dei pazienti contagiati erano morti.
La chiusura del reparto, con 25 posti, è avvenuta solo a fine giugno «perché era impossibile trasferire subito i pazienti, molti dei quali affetti da patologie gravissime come ictus e tumori».
 
I carabinieri della compagnia di Isili, guidati dal capitano Paolo Bonetti, hanno avviato un'indagine per chiarire la strana vicenda e presto dovrebbero inviare in Procura una dettagliata relazione.
 
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